{"id":264,"date":"2016-06-01T16:15:59","date_gmt":"2016-06-01T14:15:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.stampavolantini.org\/tamtam\/?p=264"},"modified":"2016-05-23T16:59:00","modified_gmt":"2016-05-23T14:59:00","slug":"levoluzione-della-busta-da-lettera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.stampavolantini.org\/tamtam\/levoluzione-della-busta-da-lettera\/","title":{"rendered":"Curiosit\u00e0 dal mondo della carta: l\u2019evoluzione della busta da lettera"},"content":{"rendered":"<h1>La prima busta da lettera era fatta di fango.<\/h1>\n<p>Tutto cominci\u00f2 con Adamo ed Eva. No, non vogliamo parlarvi n\u00e9 di peccati, n\u00e9 di mele, n\u00e9 di serpenti. Il nostro protagonista di oggi \u00e8: la <strong>busta da lettera<\/strong>! E allora cosa c\u2019entrano i nostri presunti avi? Sembrerebbe che, dalla nascita dei tempi fino al 2000 a.C., il primo prototipo di busta utilizzata per le comunicazioni \u201cufficiali\u201d, fosse un <strong>rivestimento di fango<\/strong>, che aveva l\u2019obbiettivo di mantenere la comunicazione al riparo da occhi indiscreti. Pi\u00f9 tardi, i biglietti furono affidati alla carta piegata, fin quando i francesi, impeccabili creatori e promotori di stili di classe, introdussero nella propria societ\u00e0 (XVII\u00b0 Secolo), la cosiddetta \u201cenveloppe\u201d, ovvero quella che sarebbe diventata poi l\u2019attuale busta da lettere. La <strong>prima busta preaffrancata<\/strong> comparve invece in <strong>Inghilterra<\/strong>, nel 1840, per un\u2019idea di <em>W. Mulready<\/em>, membro della Royal Academy.<\/p>\n<p>Nel corso del tempo, le buste da lettera hanno subito parecchie modifiche. La pi\u00f9 importante tra queste \u00e8 stata senz\u2019altro la realizzazione di un prodotto \u201cfoderato\u201d o di carta scura che ha reso invisibile il contenuto all\u2019interno del prodotto stesso. Il discorso vale anche per i formati, che si sono andati via via a modificare a seconda dello scopo della lettera. Tutti sappiamo, ad esempio, che le buste con un riquadro plastificato non necessitano dell\u2019indirizzo, in quanto questo sar\u00e0 prestampato sul foglio all\u2019interno della busta, e un utilizzo simile \u00e8 generalmente commerciale.<\/p>\n<p>Ad oggi, esistono numerose <strong>tipologie di busta<\/strong> che si differenziano sia per caratteristiche \u201cfisiche\u201d che per dimensioni. Le pi\u00f9 utilizzate sono:<\/p>\n<p>* Busta con finestra<\/p>\n<p>* Busta con un lato apribile per ispezione postale<\/p>\n<p>* Busta per documenti voluminosi<\/p>\n<p>Con l\u2019avanzare della tecnologia anche in ambito <strong>tipografico<\/strong>, un prodotto che si \u00e8 molto diffuso \u00e8 la busta per <strong>stampante laser<\/strong>, perfettamente adatta alla <strong>personalizzazione<\/strong>.<\/p>\n<p>Vogliamo concludere questa breve storia della busta da lettera con una curiosit\u00e0: l\u2019Italia detiene il record della realizzazione delle buste pi\u00f9 grandi del mondo, prodotte dal Sacchettificio Monzese nel 1992: si chiamano Re, Regina e Principessa, e misurano rispettivamente 755 x 757cm, 516 x 736cm e 137x342cm.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima busta da lettera era fatta di fango. Tutto cominci\u00f2 con Adamo ed Eva. No, non vogliamo parlarvi n\u00e9 di peccati, n\u00e9 di mele, n\u00e9 di serpenti. Il nostro protagonista di oggi \u00e8: la busta da lettera! E allora cosa c\u2019entrano i nostri presunti avi? Sembrerebbe che, dalla nascita dei tempi fino al 2000&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":265,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12,14],"tags":[99,101,100],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.stampavolantini.org\/tamtam\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/264"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.stampavolantini.org\/tamtam\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.stampavolantini.org\/tamtam\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.stampavolantini.org\/tamtam\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.stampavolantini.org\/tamtam\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=264"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.stampavolantini.org\/tamtam\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/264\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":266,"href":"https:\/\/www.stampavolantini.org\/tamtam\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/264\/revisions\/266"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.stampavolantini.org\/tamtam\/wp-json\/wp\/v2\/media\/265"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.stampavolantini.org\/tamtam\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=264"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.stampavolantini.org\/tamtam\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=264"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.stampavolantini.org\/tamtam\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=264"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}