{"id":209,"date":"2016-05-12T16:06:11","date_gmt":"2016-05-12T14:06:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.stampavolantini.org\/tamtam\/?p=209"},"modified":"2016-05-12T16:05:48","modified_gmt":"2016-05-12T14:05:48","slug":"lillustrazione-che-diventa-arte-intervista-a-carlo-stanga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.stampavolantini.org\/tamtam\/lillustrazione-che-diventa-arte-intervista-a-carlo-stanga\/","title":{"rendered":"L&#8217;illustrazione che diventa arte: intervista a Carlo Stanga"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 uno tra gli <strong>illustratori <\/strong>italiani pi\u00f9 ricercati ed apprezzati in Italia e all\u2019estero: <strong>Carlo Stanga<\/strong>, classe 1966, \u00e8 il perfetto esempio di come sia possibile vivere grazie al proprio talento ai giorni nostri. Dopo la Laurea in architettura conseguita presso il Politecnico di Milano, infatti, Carlo decide di dedicarsi pienamente alla propria passione, quella dell\u2019illustrazione, lavorando per clienti come <em>Lufthansa, L\u2019Espresso, Nestl\u00e8, La Repubblica<\/em> e molti altri.<\/p>\n<p>Il suo tratto, immediatamente riconoscibile per la bellezza, la precisione e la ricerca del dettaglio, viene premiato da importanti riconoscimenti internazionali, ultimi dei quali l\u2019<em>American Illustration 35<\/em> (2016), il <em>Premio Treccani Web<\/em> (2016) e l\u2019<em>Illustration Annual 55th<\/em> (2015).<\/p>\n<p>La nostra <strong>tipografia online <\/strong><a href=\"https:\/\/www.stampavolantini.org\"><strong>StampaVolantini.org<\/strong><\/a> ha avuto la fortuna di poter rivolgere alcune domande direttamente a Carlo Stanga, affrontando gli aspetti pi\u00f9 significativi del suo mestiere e, soprattutto, della sua arte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Carlo, prima di tutto grazie per aver accettato la nostra intervista. Iniziamo subito parlando della sua arte: come definirebbe in poche parole il suo stile?<\/em><\/p>\n<p>Difficile definire il mio stile perch\u00e9 \u00e8 talmente parte di me e spontaneo che faccio fatica a osservarlo dall\u2019esterno. Poi il termine stile mi sembra sempre molto ambiguo, credo che dovrebbe tradursi pi\u00f9 come \u201c riconoscibilit\u00e0\u201d in senso lato, non solo e non tanto per come uno disegna una casa o un albero, ma per l\u2019approccio generale nel raccontare e comunicare un\u2019idea.<\/p>\n<p>Direi che nel mio lavoro \u00e8 molto importante il sottile tratto nero del rapidograph 0.1, vecchio strumento da architetto, con cui delineo soprattutto architetture ricche di dettagli. Mi piace mantenere parti non finite o non colorate in contrasto con altre zone pi\u00f9, per cos\u00ec dire, curate. Si deve leggere l\u2019ispirazione spontanea, veloce, il gesto dello schizzo e il sapore tipico dell\u2019incontro tra carta e inchiostro. Negli ultimi anni \u00e8 aumentato il colore e l\u2019aspetto surreale che \u00e8 cos\u00ec tipico della nostra cultura latina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Nel corso della sua formazione professionale ha avuto modo di collaborare con Bruno Munari, uno dei nomi pi\u00f9 influenti nel design e nell\u2019arte del XX Secolo. Cosa le ha lasciato questa esperienza?<\/em><\/p>\n<p>L\u2019insegnamento di Bruno Munari non mi ha influenzato banalmente nello stile, ma nell\u2019approccio alle cose, con un nuovo modo di vedere il mondo, libero dagli stereotipi che gli adulti si costruiscono in testa a causa di insegnamenti rigidi ed esperienze in cui la fantasia viene soffocata e\u00a0 svalorizzata. Munari mi ha insegnato che un\u2019arancia pu\u00f2 essere il sole o la luce di un semaforo, che un albero pu\u00f2 essere blu e una nuvola verde, non ci sono limiti alla creativit\u00e0, magica parola che significa riuscire a dare vita a qualcosa che prima non esisteva, magari trovando collegamenti nascosti tra le cose di tutti i giorni, andando oltre i grigi stereotipi con cui spesso, troppo spesso, si legge la realt\u00e0.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Quali artisti l\u2019hanno ispirata maggiormente e quali sono risultati determinanti nella formazione del suo stile personale?<\/em><\/p>\n<p>Disegnavo gi\u00e0 da prima di iniziare a parlare e anche allora si capiva come tendessi alla rappresentazione complessa, ricca di particolari, quindi poi sono stato attratto sia da chi era capace di affrontare una rappresentazione molto ricca di dettagli, come Adelchi Galloni, sia da chi, al contrario, prediligeva la forza dell\u2019immagine diretta e essenziale come Guido Scarabottolo. Da questi grandi autori italiani, ma anche da molti stranieri come Paul Hogarth, mi sono lasciato suggestionare anche nella libert\u00e0 nell\u2019uso di tecniche diverse e spontanee utilizzate tutte insieme in un\u2019unica illustrazione: inchiostro non solo nero, ma di vari colori, acquerelli su carte diverse, pennarelli, pennelli, spugne, spatola ecc.<\/p>\n<figure id=\"attachment_212\" aria-describedby=\"caption-attachment-212\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-212 size-full\" src=\"https:\/\/www.stampavolantini.org\/tamtam\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/5_CENTRALE_IAMMILANO_carlo_stanga-min.jpeg\" alt=\"centrale milano stanga\" width=\"640\" height=\"388\" srcset=\"https:\/\/www.stampavolantini.org\/tamtam\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/5_CENTRALE_IAMMILANO_carlo_stanga-min.jpeg 640w, https:\/\/www.stampavolantini.org\/tamtam\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/5_CENTRALE_IAMMILANO_carlo_stanga-min-300x182.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-212\" class=\"wp-caption-text\"><em>La Stazione Centrale di Milano &#8211; Carlo Stanga<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Parliamo del progetto <strong>I Am The City<\/strong>, in collaborazione con Moleskine. In cosa consiste?<\/em><\/p>\n<p>Ho proposto a Moleskine, con cui avevo gi\u00e0 lavorato in precedenza, il progetto di una collana di libri illustrati dedicati alle maggiori metropoli del mondo. Moleskine ha risposto con entusiasmo.<\/p>\n<p>Nella serie \u201c Iam the City\u201d la citt\u00e0 parla in prima persona di se stessa, presentando al lettore il proprio carattere nelle mille sfaccettature, passando dalle architetture e atmosfere pi\u00f9 conosciute alle curiosit\u00e0 nascoste. Per me \u00e8 un modo di unire in un unico progetto tanti aspetti che amo: la scrittura, il disegno, il viaggio, l\u2019architettura, il design, il racconto. Si tratta tra l\u2019altro di valori molto in sintonia con Moleskine, che come tutti sanno invent\u00f2 il mitico taccuino usato da tanti scrittori e viaggiatori famosi, come Chatwin e Hemingway, ma anche da architetti, designer e progettisti di fama da tutto il mondo. Da alcuni anni Moleskine pubblica , oltre ai famosi notebooks, anche veri e propri libri dedicati soprattutto alle suggestioni che nascono dal mondo a lei pi\u00fa vicino: viaggi, disegno, design, architettura, progettualit\u00e0 e tutto quanto gravita intorno. Direi uno scenario interessante e accattivante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Lei cresce a Milano dove perfeziona la sua vena artistica, e proprio a Milano dedica il primo libro della serie I Am The City. Che rapporto ha con questa citt\u00e0?<\/em><\/p>\n<p>Sono arrivato a Milano da Cremona a 18 anni per frequentare il Politecnico. Poi sono rimasto per continuare il mio lavoro in una citt\u00e0 effervescente e ricca di opportunit\u00e0. \u00c8 stato naturale inaugurare la serie di I am the City con Milano nell\u2019anno di Expo e poi \u00e8 una citt\u00e0 a cui sono molto legato e che conosco bene.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Ora invece vive a Berlino: \u00e8 stato difficile lasciare la sua Milano? E\u2019 stata una scelta dettata pi\u00f9 da esigenze professionali o personali?<\/em><\/p>\n<p>Avevo voglia da tempo di cambiare ambiente e Berlino mi \u00e8 sembrata subito la citt\u00e0 giusta. Per chi lavora in ambito creativo \u00e8 molto importante cambiare contesto e sentirsi immerso in una nuova atmosfera con stimoli diversi. Con Milano il rapporto \u00e8 sempre ottimo e ci torno abbastanza spesso, Berlino \u00e8 cos\u00ec vicina. Mi sento europeo e mi pare normalissimo spostarsi all\u2019interno del continente a cui si appartiene, nessuno si stupisce se un americano trasloca da New York a San Francisco. Mi pare che i giovani di oggi lo abbiano capito e siano diventati molto pi\u00f9 mobili, anche grazie all\u2019Erasmus.<\/p>\n<figure id=\"attachment_222\" aria-describedby=\"caption-attachment-222\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-222\" src=\"https:\/\/www.stampavolantini.org\/tamtam\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/4_VOLTE_IAMMILAN_carlo_stanga_low-min.jpeg\" alt=\"volte stazione centrale\" width=\"640\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.stampavolantini.org\/tamtam\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/4_VOLTE_IAMMILAN_carlo_stanga_low-min.jpeg 640w, https:\/\/www.stampavolantini.org\/tamtam\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/4_VOLTE_IAMMILAN_carlo_stanga_low-min-300x180.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-222\" class=\"wp-caption-text\"><em>Le volte della Stazione Centrale di Milano &#8211; Carlo Stanga<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p><em>Quali altre citt\u00e0 potremo vedere immortalate dalla sua fedele Rapidograph 0.1 per la serie I Am The City?<\/em><\/p>\n<p>Ora sto lavorando a \u201c I am London\u201d, straordinaria metropoli che mi affascina e mi entusiasma. Ci saranno poi New York, Parigi, Berlino e spero altre a seguire, ma non voglio correre troppo, non amo il fast tourism.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Disegnare un\u2019intera citt\u00e0 con la minuzia dei dettagli che contraddistingue il suo stile, e che tradisce spesso la sua formazione di architetto, sembra essere un lavoro impossibile da realizzare senza un metodo preciso. Pu\u00f2 descriverci i passaggi fondamentali che le permettono di concretizzare la sua idea su carta? Quanto si lascia guidare dall\u2019immaginazione e dalla memoria, e quanto invece deve far riferimento a mappe e fotografie reali?<\/em><\/p>\n<p>Non ho un metodo preciso, mi lascio guidare dall\u2019intuito e da immagini che mi suggestionano, sia trovate in internet che su libri, ma \u00e8 sempre la visita diretta, dal vivo, da cui parte il primo input. Poi sulla carta, partendo da uno schizzo di prova iniziale, sviluppo e do vita all\u2019immagine e ai colori che ho visualizzato in una figura mentale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il suo ultimo lavoro edito da Moleskine \u00e8 \u201cThe Wandering City\u201d: una raccolta di suggestivi disegni da colorare. Da dove nasce l\u2019idea dei Colouring Books?<\/em><\/p>\n<p>Con Moleskine abbiamo pensato che le mie illustrazioni cariche di dettagli, con il sottile tratto nero, fossero perfette per essere colorate. Da bambino , sdraiato su un enorme foglio di carta bianca, disegnavo grandi paesaggi urbani a pancia in gi\u00f9, poi i compagni di scuola si divertivano a colorare tutto secondo la loro ispirazione. Nascevano immagini speciali, inaspettate, e la sensazione di condivisione creativa era gradevole. In fondo con \u201c The Wandering City\u201d, ora anche in versione tedesca \u201c die Waldende Stadt\u201d, ho ripetuto le stesse esperienze infantili, ma su larga scala.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Oltre a paesaggi reali, realizza anche scenari immaginari. Da dove trae l\u2019ispirazione?<\/em><\/p>\n<p>Non faccio molta distinzione tra paesaggi reali e fantastici. Tutto nasce da un mix tra reale e surreale. Il fantastico, come dici tu, coinvolge l\u2019immagine reale appena filtrata dalla mia mente. Nessuno degli edifici che ritraggo dal vivo \u00e8\u00a0completamente fedele all\u2019originale e nessun edificio fantastico \u00e8 privo di elementi che nascono dalla realt\u00e0. Mi piace la contaminazione di stili e di tecniche, di prospettive e di luci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Quali consigli vorrebbe dare ad un giovane che desidererebbe intraprendere la carriera di illustratore?<\/em><\/p>\n<p>Consiglierei a un giovane di non immergersi solo nello studio delle tecniche e del disegno, ma di leggere, viaggiare e crearsi una solida cultura di base. Non \u00e8 affatto necessario frequentare un liceo artistico, meglio il liceo classico o scientifico e una attenzione al disegno che si pu\u00f2 anche coltivare privatamente. Lo strumento pi\u00f9 importante oggi per un illustratore \u00e8 poi certamente l\u2019inglese!<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-216 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.stampavolantini.org\/tamtam\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/carlo_stanga_1269458687769941.jpg\" alt=\"carlo stanga\" width=\"528\" height=\"650\" srcset=\"https:\/\/www.stampavolantini.org\/tamtam\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/carlo_stanga_1269458687769941.jpg 528w, https:\/\/www.stampavolantini.org\/tamtam\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/carlo_stanga_1269458687769941-244x300.jpg 244w\" sizes=\"(max-width: 528px) 100vw, 528px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 uno tra gli illustratori italiani pi\u00f9 ricercati ed apprezzati in Italia e all\u2019estero: Carlo Stanga, classe 1966, \u00e8 il perfetto esempio di come sia possibile vivere grazie al proprio talento ai giorni nostri. 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